In tutte le scuole del mondo cosiddetto evoluto da oramai molti anni si è introdotta l’usanza di “ghettizzare” i bambini e/o ragazzi vivaci, classificandoli come iperattivi.
L’iperattività è stata classificata malattia con il nome di ADHD (acronimo di disturbo da deficit di attenzione ed iperattività). Secondo il manuale diagnosi per l’infanzia e per l’ adolescenza, DSM IV, per fare diagnosi di iperattività il bambino deve presentare almeno 6 sintomi per un minimo di sei mesi e in almeno due contesti (famiglia-scuola) e tra questi sintomi si possono annoverare
- difficoltà nel sostenere l ‘attenzione nei compiti o in attività di gioco;
- spesso ha difficoltà ad organizzare compiti o attività varie;
- spesso è sbadato nelle attività quotidiane, spesso muove le mani o i piedi o si agita nella seggiola;
- spesso parla eccessivamente;
- spesso si alza in classe o in altre situazioni dove ci si aspetta che rimanga seduto;
- spesso corre in giro o si arrampica eccessivamente in situazioni in cui non è appropriato spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno; spesso “spara” delle risposte prima che venga completata la domanda.
E’ pittosto evidente la familiarità dei due termini, quindi per trarne una reale difficoltà o una malattia con il solo fine di voler fare del bene e dare maggiore benessere ad un bambino/ragazzo è davvero problematico districarsi tra i sintomi molto generici formulati dal DSM IV, occorre in ogni caso e certamente una persona molto esperta e preparata di psicologia infantile ed adolescenziale. Ma allora perchè non appena i vostri/nostri figli presentano esuberanza, prontezza di risposta, movimenti energici, immediatamente la scuola e, comunque gli organi preposti all’educazione, li tacciano di iperattività, mettendo in apprensione i genitori ed a volte addirittura le istituzioni di igiene pubblico? perchè si predilige il bambino/ragazzo manueto, immobile, calmo e “rassegnato”? perchè sono state introdotte regole comportamentali e/o voti di comportamento così restrittivi?
Seguendo la logica di Foucault e provando ad anadare oltre nell’analisi storico-sociale legandola alla politica economico-sociale, possiamo scoprire che il Potere e coloro che lo detengono debbono per forza privilegiare coloro che hanno caratteristiche remissive, di adattabilità intesa come facilità ad essere addestrati, mansuete e poco inclini alla critica e alle novità. Di contro coloro che presentano caratteristiche di virilità intesa come impulso vitale, di esuberanza e prontezza intese come capacità critiche e d’innovazione, di impulso vitale e d’azione intesi come capacità di opporsi, reagire, ribellarsi e trasformare, costoro rappresentano un pericolo potendo mettere in discussione il potere consolidato e le posizioni sociali consolidate.
Nella sostanza i maestri/e insegnanti sono stati formati al mantenimento dello status quo attraverso un’azione oppiacea, ovvero l’addomesticamento coatto di coloro che possono nuocere al potere.