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mercoledì 29 febbraio 2012

La vivacità diventa malattia

In tutte le scuole del mondo cosiddetto evoluto da oramai molti anni si è introdotta l’usanza di “ghettizzare” i bambini e/o ragazzi vivaci, classificandoli come iperattivi.
L’iperattività è stata classificata malattia con il nome di ADHD (acronimo di di­sturbo da deficit di atten­zione ed iperattività). Secondo il manuale dia­gnosi per l’infanzia e per l’ adolescenza, DSM IV, per fare diagnosi di ipe­rattività il bambino deve presentare almeno 6 sintomi per un minimo di sei mesi e in almeno due con­testi (famiglia-scuola) e tra questi sintomi si possono annoverare
  1. difficoltà nel sostenere l ‘attenzio­ne nei compiti o in attività di gioco;
  2. spesso ha diffi­coltà ad organizzare com­piti o attività varie;
  3. spes­so è sbadato nelle attività quotidiane, spesso muo­ve le mani o i piedi o si agi­ta nella seggiola;
  4. spesso parla eccessivamente;
  5. spesso si alza in classe o in altre situazioni dove ci si aspetta che rimanga se­duto;
  6. spesso corre in gi­ro o si arrampica ecces­sivamente in situazioni in cui non è appropriato spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno; spesso “spara” delle ri­sposte prima che venga completata la domanda.
Se leggiamo la definizione che il vocabolario da del termine vivacità troviamo: “s.f. inv. Carattere di chi, di ciò che è vivace; vitalità, vigoria, rigoglio, prontezza, esuberanza: un ragazzo di grande v.; la v. di un movimento, di un gesto, di uno sguardo.” (dizionario di italiano Hoepli). 1 Se andiamo a leggere la definizione di vivace troviamo: agg. (pl. -ci’) Pieno di vitalità; attivo, sveglio, pronto, assai vivido, intenso e gaio, esuberante: un ragazzo molto vivace.. 2 Che rivela.” (dizionario di italiano Hoepli). Se andiamo a trovare l’etimologia della parola scopriamo che: “Vivace = latino Vivacem da vivere. Che ha in sè i principì di una lunga vita; fig. Pronto ad agire, a muoversi; di spirito pronto e brioso; detto di luce o fiamma risplendente, fiammeggiante; di piante rigoglioso. Deriv. vivacezza, vivacemente, vivacità.” (Etimologico Panigiani).
E’ pittosto evidente la familiarità dei due termini, quindi per trarne una reale difficoltà o una malattia con il solo fine di voler fare del bene e dare maggiore benessere ad un bambino/ragazzo è davvero problematico districarsi tra i sintomi molto generici formulati dal DSM IV, occorre in ogni caso e certamente una persona molto esperta e preparata di psicologia infantile ed adolescenziale. Ma allora perchè non appena i vostri/nostri figli presentano esuberanza, prontezza di risposta, movimenti energici, immediatamente la scuola e, comunque gli organi preposti all’educazione, li tacciano di iperattività, mettendo in apprensione i genitori ed a volte addirittura le istituzioni di igiene pubblico? perchè si predilige il bambino/ragazzo manueto, immobile, calmo e “rassegnato”? perchè sono state introdotte regole comportamentali e/o voti di comportamento così restrittivi?
Seguendo la logica di Foucault e provando ad anadare oltre nell’analisi storico-sociale legandola alla politica economico-sociale, possiamo scoprire che il Potere e coloro che lo detengono debbono per forza privilegiare coloro che hanno caratteristiche remissive, di adattabilità intesa come facilità ad essere addestrati, mansuete e poco inclini alla critica e alle novità. Di contro coloro che presentano caratteristiche di virilità intesa come impulso vitale, di esuberanza e prontezza intese come capacità critiche e d’innovazione, di impulso vitale e d’azione intesi come capacità di opporsi, reagire, ribellarsi e trasformare, costoro rappresentano un pericolo potendo mettere in discussione il potere consolidato e le posizioni sociali consolidate.
Nella sostanza i maestri/e insegnanti sono stati formati al mantenimento dello status quo attraverso un’azione oppiacea, ovvero l’addomesticamento coatto di coloro che possono nuocere al potere.

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