Il linguaggio Televisivo è un argomento sociale complesso al quale sarebbe necessario dedicare molto più tempo e spazio ma, in questo luogo, vorrei evidenziare il suo potere estatico, conformistico e anestetizzante.Ad un certo punto la Televisione è entrata a far parte del “credibile”. Il linguaggio televisivo ha permesso di “targettizzare” i messaggi più efficaci da far arrivare ad un certo gruppo, ceto, popolo, in modo da veicolare solo quello che conviene ed ha un determinato riscontro. Ha permesso di “clusterizzare” il linguaggio che ci si aspetta di sentire e il linguaggio comprensibile. Lo ha fatto grazie a strumenti comunicativi che paradossalmente sarebbero considerati “errati” nella logica, ovvero attraverso la contraddizione, la sovrapposizione di voce, la ripetizione e la ripetibilità, l’accennare, la confusione, l’annunciare senza sviluppare, l’opinabile, il soporifero, l’ansiolitico. Solo per elencare i più evidenti. Incredibilmente questo tipo di linguaggio, veicolato dall’immagine manipolata (trattandosi comunque e sempre di riprese che hanno una regia), è riuscito a sedurre, ad incantare e in questo è l’elemento estatico riuscendo a “portare fuori” dall’attenzione e dall’impegno chi l’ascolta. E’ riuscito ad ”educare” e a dare riferimenti e in questo è l’elemento conformistico riuscendo ad omologare acriticamente tutti coloro che l’ascoltano. E’ riuscito ad immobilizzare e a rendere disaffettive le persone che l’ascoltano e in questo è l’elemento anestetizzante riuscendo a sopire le emozioni che per definizione dovrebbero portare ad un movimento mentre invece porta ad una “piacevole apatia dell’aspettare distaccati e immobili”.
Quello che è più sorprendente è la sua autoreferenzialità che gli permette di produrre, riprodurre e autoriprodursi fornendo così l’illusione del reale ed ottenendo la “credibilità” a discapito del linguaggio formale, di quello quotidiano, di quello popolare, di quello di strada che diventano d’un tratto solo opinioni e perdono il senso partecipativo e dialettico, perdono riferimento. Entrando a far parte prepotentemente dell’esperienza più comune e più “verificabile” si pone come riferimento esclusivo ed autarchico estromettendo il dialogo e il confronto dal linguaggio credibile.
Si può dire che nell’era odierna il linguaggio televisivo è l’oppio dei popoli.
Indovinare a chi va il maggior beneficio di questo risultato non è difficile da capire.
Nessun commento:
Posta un commento